Banca dati del Partigianato ligure – Rassegna stampa

Le donne, i ragazzi, i militari

L’identikit dei partigiani liguri.
La banca dati Ilsrec, che verrà presentata il 24, analizza i nomi e le storie di 35.579 persone dai primi 91 del 1943, al boom degli arruolamenti nel 1944 e ancora nel marzo 1945

Donatella Alfonso

Nella notte che vide la liberazione di Genova, i suoi protagonisti tornano, con i nomi, le storie, le vicende vissute, a rivivere sul web. Perché la Resistenza fu sì un grande movimento di popolo, ma ci sono migliaia di nomi e di storie, di volti e di eventi a cui parteciparono, che la raccontano.
Per la precisione, in Liguria sono 35.579 donne e uomini la cui partecipazione fu riconosciuta, come combattenti e patrioti, dalla commissione speciale RicomPart istituita nel dopoguerra. E dal 24 aprile, il giorno in cui Genova si liberò, questi nomi, questi volti, queste storie, si potranno trovare online sul sito dell’Ilsrec, a conclusione di un immenso lavoro di ricerca e catalogazione durato oltre due anni — curato da Alessio Parisi e Francesco Caorsi con Donatella Chiapponi, Luca Fiorito, Ombretta Freschi — che dà quindi vita alla Banca Dati del Partigianato ligure.
«L’unica in Italia insieme a quella del Piemonte, una traccia per un’operazione che dovrebbe
diventare nazionale», dice Mino Ronzitti, presidente dell’Ilsrec, L’Istituto storico per la Resistenza e l’età contemporanea, intitolato a scorsa settimana a Raimondo Ricci. E, sempre non casualmente, la presentazione della banca dati si terrà sempre il 24 aprile alle 15.30 a Villa Migone, dove il generale tedesco Gunther Meinhold, comandante della piazza di Genova, firmò la resa nelle mani di Remo Scappini, Presidente del Comitato di liberazione nazionale della Liguria. Alla cerimonia parteciperà Laura Wronowski Fabbri, partigiana di “Giustizia e Libertà”, nipote di Giacomo Matteotti, mentre saranno consegnati riconoscimenti ad alcuni partigiani o loro familiari.
Ma la ricerca dell’istituto ligure — che si potrà consultare su www.ilsrec.it — non finisce qui, con 20.423 partigiani combattenti 9.773 patrioti, e 2658 caduti riconosciuti, a cui vanno sommati 2725 che avevano fatto domanda ma senza ottenere il riconoscimento; l’invito ai partigiani ancora in vita e alle loro famiglie è infatti quello di raccogliere documenti e testimonianze e farle pervenire all’Ilsrec per continuare a raccogliere una memoria viva della Resistenza. Tra loro, non devono mancare le donne: secondo i dati di RicomPart in Liguria sono registrate 989 combattenti, 871 patriote, 36 cadute mentre per altre 137 il riconoscimento è ancora sospeso. Ma è ormai chiaro quante tra loro — non solo staffette — abbiano deciso nel dopoguerra, anche per le pressioni sociali sul ruolo femminile, di mettere da parte la loro esperienza partigiana, magari riscoperta in tarda età. Ed è il caso, invece, di farsi avanti oggi. Dalla ricerca, anche in comparazione con i dati nazionali — che parlano di 235 mila partigiani di cui 35 mila donne, un numero non complessivo ma che ricostruisce le formazioni attive sul territorio — scaturiscono dati importanti: solo in 91 sono già attivi nel settembre del 1943, crescono continuamente fino all’estate del 1944, quando si sperava in una liberazione vicina, con un calo dovuto ai rastrellamenti, una grande ripresa in ottobre (4223 nuovi arruolati) e un progressivo calo, anche se c’è una nuova crescita nel marzo 1945: chi già aveva deciso, c’era. Tra gli altri dati importanti — non solo per gli storici — l’8,65% dei combattenti in Liguria viene dalle forze armate; è una guerra di giovani, specialmente dopo il bando Graziani del febbraio 1944 che prevedeva la morte per tutti i renitenti alla leva.

Storie di vita dietro ai numeri, questo si ritrova nella BancaDati. «Questo lavoro vuole essere
anche un risarcimento morale dell’Istituto a quanti si sono sacrificati e sono caduti per dare a noi quella libertà che a loro venne negata — aggiunge Ronzitti — una risposta a chi vorrebbe riscrivere la storia della Resistenza attraverso manipolazioni e pregiudizi tesi a gettare fango proprio sulla loro memoria».

“Le donne, i ragazzi, i militari
L’identikit dei partigiani liguri” D. Alfonso La Repubblica domenica 22 aprile 2018

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Aldo e i suoi fratelli. L’esercito dei 35.579.

L’Istituto della Resistenza ha realizzato una banca dati con i nomi di chi combatté 

Paolo Battifora

I più giovani non erano ancora adolescenti, i più anziani sfioravano gli ottant’anni. C’era chi lavorava in fabbrica e chi in porto, chi faceva l’agricoltore o era impiegato in un ramo del settore terziario, chi ancora studiava alle scuole superiori o all’università. Uomini e donne, italiani ma anche stranieri, soggetti dal forte radicamento ideologico e individui mossi da una nobile istanza etica: un’umanità composita e articolata ma accomunata dalla non facile scelta compiuta e da una strenua lotta in nome degli ideali di libertà e giustizia.

Furono 35.579 i partigiani operanti in Liguria nell’arco dei venti mesi della lotta di Liberazione: il dato emerge da una complessa ricerca, durata tre anni, che per la prima volta è in grado di delineare un quadro complessivo della Resistenza ligure, tracciando un profilo biografico per ogni suo membro.

Grazie al lavoro di un’equipe di storici e ricercatori, l’Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea “Raimondo Ricci” ha portato a termine l’ambizioso progetto della Banca dati del partigianato ligure, portale on-line che consentirà, dal 24 aprile, di consultare sul sito internet dell’Istituto (www.ilsrec.it) la scheda personale di ogni partigiano attivo nella nostra regione.  Fortemente voluta dal presidente dell’Istituto Giacomo Ronzitti e resa possibile grazie al contributo finanziario della Compagnia di San Paolo e di Coop Liguria, la ricerca nel suo esito finale verrà presentata a Genova martedì pomeriggio, alle ore 15.30, a Villa Migone, nobile dimora nel quartiere di San Fruttuoso ove il 25 aprile avvenne la storica resa del generale tedesco Günther Meinhold nelle mani di Remo Scappini, presidente del CLN ligure: alla presenza del sindaco di Genova Marco Bucci e di Roberto Timossi, in rappresentanza della Compagnia di San Paolo, i ricercatori dell’ILSREC illustreranno i dati salienti della ricerca e Francesca Laura Wronowski Fabbri, partigiana di “Giustizia e Libertà” nonché nipote di Giacomo Matteotti, porterà la sua testimonianza. A conclusione dell’incontro verranno consegnati attestati di riconoscimento a figure significative del partigianato ligure.

“Il nostro data-base – spiegano i ricercatori dell’ILSREC Francesco Caorsi e Alessio Parisi – comprende i nominativi di coloro che sono stati ufficialmente riconosciuti e si articola nelle tre categorie dei partigiani combattenti, dei patrioti e dei caduti. Abbiamo inserito anche i nomi di soggetti i cui fascicoli presentano dati carenti”. Dopo aver acquisito la documentazione contenuta nel fondo RicomPart (Ricompense partigiane), dal 2012 depositato presso l’Archivio di Stato di Roma, i ricercatori dell’ILSREC hanno iniziato un certosino lavoro di verifica critica delle fonti, imprescindibile operazione per ogni ricerca che ambisca al rigore storiografico e alla serietà scientifica. “La nostra equipe – osservano Caorsi e Parisi – ha sistematicamente incrociato i dati attinti dal fondo del RicomPart con quelli desunti dall’archivio del nostro Istituto e di altri enti e dagli uffici anagrafici di vari comuni. Le difficoltà non sono mancate, in quanto le fonti si sono spesso rivelate carenti o corrotte, basti pensare ai frequenti errori nella trascrizione dei cognomi, soprattutto se stranieri”.

A questo proposito i dati indicano la partecipazione in Liguria alla lotta di Liberazione di ben 908 partigiani stranieri, di cui 182 sovietici e 80 appartenenti alla nazionalità tedesco-austriaca, disposti a mettere in gioco la loro vita, e talora a perderla, in nome di un ideale che trascendeva confini, culture e nazionalità : uomini come i russi Fiodor Poletaev, unitosi ai partigiani della brigata Oreste e caduto il 2 febbraio 1945 a Cantalupo Ligure, e Dimitrij Stoletov, membro della brigata di manovra Caio ucciso nella zona di Bobbio il 1° maggio 1944, o come i disertori tedeschi Rudolf Jacobs, medaglia d’argento al valor militare per la sua eroica morte a Sarzana il 3 novembre 1944, Rudolf Engelhardt, più volte ferito nelle azioni compiute con gli uomini della brigata Oreste, o Werner Goll, che si batté a Voltri, dovrebbero far profondamente riflettere una società, come quella odierna, sempre più portata al ripiegamento e alla chiusura  localistica.

Il computo finale attesta la cifra di 2.658 partigiani caduti in terra ligure, 918 tratti in arresto e 415 deportati come oppositori politici: di costoro 320, circa l’80%, non fecero ritorno.

Con una prevalenza delle classi di età comprese tra il 1920 e il 1929 (circa 20.000 soggetti) e una presenza di circa 200 pre-adolescenti e 14 ultra-settantenni, i partigiani liguri operarono su tutto il territorio, facendo registrare la massima consistenza nella VI zona, il genovesato, con 17.652 presenze, mentre nelle altre tre province risultarono in 4.231 (imperiese), 5.334 (savonese) e 4813 (spezzino), cifre cui vanno aggiunti altri 3.549 soggetti di cui si ignora la specifica zona operativa.

“La nostra Banca dati – è la precisazione finale dei ricercatori dell’ILSREC –, per quanto accurata e oggetto di una ricerca triennale, non comprende però quei partigiani che per vari motivi non fecero a suo tempo la domanda di riconoscimento presso le apposite commissioni regionali. Per questo motivo invitiamo a fornirci eventuali integrazioni e dati manchevoli tramite l’apposita mail partigianato.ligure@ilsrec.it.”.

 

“Aldo e i suoi fratelli”_P. Battifora_Il Secolo XIX 24 aprile 2018

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Autore dell'articolo: Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell′Età Contemporanea

ILSREC - Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea. Questo Istituto, fin dalla sua fondazione nell'immediato dopoguerra persegue, con spirito di verità e rigore scientifico, lo studio e la divulgazione dei molteplici aspetti che hanno mosso e caratterizzato la Resistenza, nel quadro degli eventi che hanno drammaticamente segnato l’intera storia del Novecento.